Mali

Al confine tra l’Africa nera e l’Islam e tra il deserto e la steppa, il Mali ha avuto nei sogni e nelle avventure dell’Ottocento un ruolo paragonabile a quello delle sorgenti del Nilo e dei grandi laghi dell’Africa orientale. Per Timbuctu e il Niger, come per il lago Vittoria e il Nilo Azzurro, molti esploratori occidentali hanno scelto di faticare e morire. Ma l’importanza del Mali non è soltanto nel mito. Cuore e crocevia dell’Africa occidentale questo immenso Paese ha visto fiorire tra il VIII e il XVI secolo gli imperi di Ghana, del Mali e Sonrai che, convertiti all’Islam e solidamente insediati lungo l’ansa del Niger, controllavano le grandi carovaniere attraverso il Sahara. L’oro, le spezie, gli schiavi, il sale, l’avorio sono stati i pilastri di una ricchezza che ha impressionato per secoli i commercianti provenienti dal Maghreb. Secondo il grande viaggiatore Ibn Battuta che la visitò nel 1353, Djenné era una delle più belle, grandi e ricche città nere. Anche oggi il Mali è un Paese che incanta, che trasmette allegria e speranza. Un Paese dove convivono 32 etnie diverse e tra tutte quella dei Dogon, “il popolo a cui è data la parola, il popolo delle stelle”, gente straordinaria che vive traendo energia e vitalità dal grande Niger, “il fiume dei neri”, il fiume dei fiumi, frontiera geografica del Sahara che lascia senza fiato anche nei mesi della stagione secca. Poi, nella stagione delle piogge, il fiume si dilata e diventa un mare , un oceano ai bordi del deserto. L’attuale repubblica del Mali era già un impero nel 1235 quando il re dei Mandingo, Kankou Moussa, rese celebre il territorio come formidabile crocevia culturale e mercantile alle porte del deserto. Da allora molte invasioni ed anche la colonizzazione francese fino al 1960, anno dell’indipendenza. Nel 1992 avvengono le prime elezioni democratiche con un conseguente periodo di riforme politiche ed economiche che continuano tuttora.

Il clima
Il periodo migliore per visitare il Mali va da ottobre ad aprile. Ottobre e novembre sono mesi perfetti: le piogge estive hanno favorito l’esplosione della vegetazione, il delta del Niger è un lago sterminato, i colori sono impressionanti. Ad agosto e settembre, improvvisi temporali scuotono l’aria. Sono i mesi preferiti dai fotografi professionisti: dopo la pioggia i cieli sono azzurri e i colori sono splendidi. L’harmattan, il vento caldo e sabbioso proveniente dal Sahara, può soffiare a fine gennaio e febbraio.

torna indietro | torna in cima