Palawan - Filippine

L’arcipelago di Palawan è formato da 1.768 isole e costituisce la seconda provincia più grande delle Filippine (la più grande è Cotabato). Copre un’area di 425 km di larghezza e la distanza massima tra nord e sud è di 650 km. La parte più stretta è di 8,5 km, precisamente a Barrio Bahile (Puetro Princesa), mentre l’area più ampia di 40 km si trova nella parte sud, a Brooke’s Point. Non viene raggiunta dai tifoni, tranne che nella parte nord. Le due correnti presenti sono il leggero monsone del nord-est, presente da ottobre ad aprile, e il monsone più forte del nord-ovest che soffia da giugno a settembre.

Palawan vanta alcuni tra i più spettacolari fondali del mondo con quasi 11.000 kmq di barriere coralline e le miriadi di pesci che popolano le sue acque. Ospita foreste pluviali, alte montagne, i fiumi sotterranei più lunghi del mondo e un’infinità di spiagge bianche coralline. Sono presenti nell’arcipelago oltre 232 specie di flora tropicale e fauna tra cui le orchidee, i ciliegi da fiore, le mangrovie, le scimmie di Palawan, i pappagalli ultra-colorati, le tartarughe marine e le manguste. Conosciuto come il “paradiso della vita selvaggia” possiede molte aree protette tra cui il Santuario di Calauit, la riserva marina di El Nido, le due barriere coralline di Tubbataha, dichiarate patrimonio culturale dell’umanità per la varietà di pesci e fondali ed il Parco Nazionale di San Paolo. A sud si trova l’Isola di Ursula, divenuta Santuario nel 1967 per la sua ricchezza faunistica.

Palawan è dunque un paradiso con incredibili paesaggi che non lasciano certo indifferenti. E’ la meta ideale per chi cerca luoghi esclusivi, con una diversità unica, le cui risorse e la straordinaria bellezza sono state nascoste fino al 1979 quando un branco di tonni immobilizzò il motore di una piccola imbarcazione da pesca nel cuore della notte, costringendola ad arenarsi in una baia, che poi si scoprì essere quella di El Nido. I pescatori si ritrovarono così in un paradiso terrestre tra foreste verdi e lussureggianti, spiagge bianche e sabbiose, sporgenze rocciose e acqua cristallina di colore verde smeraldo. Iniziò quindi solo allora un cauto ed intelligente sviluppo che negli anni ha mantenuto un alto livello di salvaguardia dell’ambiente. Anche la piccola capitale, Puerto Princesa, può vantarsi di essere la città più pulita delle Filippine. Per proteggere la natura sono stati studiati numerosi programmi ecologici e applicate importanti restrizioni come il divieto della pesca con la dinamite largamente praticata in altri ambiti. Anche le poche strutture alberghiere aderiscono a questo tipo di iniziative contribuendo molto seriamente a mantenere intatto questo angolo di paradiso.

Clima
Il Clima nelle Filippine è tipicamente tropicale. L'arcipelago, pur presentando alcune differenze a causa della diversa latitudine delle isole e della presenza dei rilievi, offre in genere temperature elevate con minime escursioni stagionali (a Manila la media del mese più freddo è 25°C, quella del mese più caldo 29°C.) e piovosità abbondante con un carattere stagionale più accentuato a ovest dove maggiore è l'influsso dei monsoni. Per recarsi nell'arcipelago filippino è consigliato il periodo di bel tempo compreso tra novembre e maggio, periodo secco e non piovoso. Il periodo delle piogge va da giugno ad ottobre. In questo periodo possono abbattersi i tifoni (specialmente sul versante oceanico), tipici delle Filippine. Questi possono essere violenti e produrre danni anche rilevanti. Per quanto riguarda le immersioni e la visibilità nell’arcipelago di Palawan il periodo migliore va da marzo a maggio quando la visibilità è di 30 metri e le condizioni di superficie sono ottime.

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