Myanmar - Birmania

Nei segreti del Burma, fino al 30 aprile 2011

(cod.: MYAN_BURMA_2011)
 

Servizi privati, minimo 2 persone con guida/accompagnatore locale parlante italiano.

Validità dal 1 aprile al 30 aprile 2011.

Alcuni affermano la necessità di isolare il regime militare anche attraverso il blocco del turismo verso questo paese. In generale noi riteniamo, pur apprezzando una sensibilità che riesce a porsi al di sopra degli interessi commerciali, che ogni forma di embargo economico, tranne quella degli armamenti, finisca per ricadere negativamente su chi abbia meno possibilità di sopravvivenza, e faccia venire meno quel pur limitato positivo effetto economico che investe l'indotto turistico. Pensiamo inoltre che alcune altre questioni legate a quanto resti nel paese dell'introito turistico, all'uso che si faccia di queste risorse, al "sostegno oggettivo" che possa derivare al regime da questi introiti ecc. ecc. vadano realisticamente al di là delle capacità di intervento degli operatori turistici italiani. Gli aspetti sui quali fattivamente noi pensiamo di potere intervenire riguardano da un lato l'informazione e, dall'altro, l'utilizzo in loco di operatori privati meno legati alle strutture governative. Più in particolare crediamo fortemente che siano da rafforzare tutti i mezzi che vadano in direzione opposta alla chiusura dei rapporti di comunicazione tra i regimi antidemocratici che limitino fortemente le libertà fondamentali dei cittadini, a partire dall'informazione, e il resto del mondo. Più realisticamente riteniamo opportuno continuare a proporre il Myanmar come destinazione dei nostri viaggi presentandolo non solo come il paese delle mille pagode, una terra senza tempo, un luogo di irripetibile misticismo...ma fornendo elementi di riflessione anche sulla concreta e attuale realtà. Ben vengano inoltre gli appelli a favore del premio Nobel Aung San Suu Kyi e ogni altra iniziativa che possa contribuire a sviluppare forme di reale democrazia in quel paese. Crediamo però che per rendere efficaci e non solo propagandistiche tali iniziative occorra finalizzarle ad un risultato concreto e realistico. Per quanto ci riguarda riteniamo che il "turismo responsabile" debba tendere più che ad evitare paesi con regimi antidemocratici, ad informare su quali siano i reali problemi di quei paesi.

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